“[…] si capisce come mai per noi, nati e cresciuti durante l’effimera “space era” degli anni ‘70, la fantascienza in fondo è ancora soprattutto quella cosa lì — quella con le navi spaziali e il buio fuori e gli omini con le tute che galleggiano privi di peso. Poi sono arrivati gli innesti neurali, le nanotecnologie, il biotech, il cyberpunk, la rete e i mondi virtuali. Ma noi eravamo ormai già troppo smaliziati per costruirci sopra una mitologia.”
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condivido il paragrafo conclusivo di questo post, dedicato ad un’antologia di racconti di Arthur Clarke: cose che succedono quando cresci con questi telefilm
(via nikink)